Piersanti Mattarella: commemorazione a Palermo per il 46° anniversario dell’omicidio

Veronica Robinson

Gennaio 6, 2026

A 46 anni dall’omicidio di Piersanti Mattarella, Palermo ha reso omaggio all’ex presidente della Regione Siciliana con una cerimonia commemorativa che si è tenuta in viale Libertà, il luogo in cui avvenne l’agguato, perpetrato da un sicario di Cosa Nostra il 6 gennaio 1980. Questo evento ha rappresentato un momento di riflessione e memoria per la città e per la famiglia di Mattarella, ancora profondamente colpita dalla tragedia.

La commemorazione a palermo

La cerimonia in memoria di Piersanti Mattarella si è svolta proprio nel luogo del delitto, in viale Libertà, a Palermo. Presenti al rito commemorativo, il figlio Bernardo e i nipoti hanno condiviso momenti di emozione e ricordo. Hanno partecipato anche figure istituzionali di rilievo, tra cui il prefetto di Palermo, Massimo Mariani, il sindaco Roberto Lagalla, e il presidente della Regione, Renato Schifani, insieme ai vertici delle forze dell’ordine. La presenza di queste autorità ha sottolineato l’importanza dell’evento e la volontà di mantenere viva la memoria di un politico che ha dedicato la sua vita al servizio della comunità.

Le parole di schifani

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha colto l’occasione per esprimere il suo pensiero su Piersanti Mattarella, definendolo “un esempio ancora attuale di buona politica, legalità e impegno morale”. Le sue parole hanno risuonato come un richiamo all’importanza di perseguire valori di giustizia e integrità, elementi fondamentali per la crescita e lo sviluppo della Sicilia e dell’Italia intera.

Il tributo di la russa

Ignazio La Russa, presidente del Senato, ha voluto rendere omaggio a Piersanti Mattarella attraverso un messaggio sui social. Ha affermato: “Onoriamo la memoria di Piersanti Mattarella, ucciso dalla mafia il 6 gennaio 1980. La sua azione, fondata su rigore, trasparenza e rispetto delle istituzioni, resta un riferimento alto per chi crede in una Sicilia e in un’Italia libera dalla criminalità organizzata”. Le sue parole evidenziano l’eredità lasciata da Mattarella e l’importanza di continuare a lottare contro la mafia.

Dettagli dell’agguato

Il 6 gennaio 1980, Piersanti Mattarella si stava recando a messa con la sua famiglia. Mentre era in auto con la moglie, Irma Chiazzese, e la figlia, Maria, è stato raggiunto da un sicario di Cosa Nostra. Il killer si è avvicinato alla portiera e ha aperto il fuoco, esplodendo cinque colpi di pistola. Dopo l’agguato, si è allontanato a bordo di una Fiat 127 rubata, dove un complice gli ha fornito una seconda arma, una calibro 38, con la quale ha sparato nuovamente a Mattarella. I due si sono poi dati alla fuga abbandonando l’auto.

La condanna dei mandanti

La Corte d’Assise di Palermo ha condannato i mandanti dell’omicidio di Piersanti Mattarella, identificando i membri della Commissione provinciale di Cosa Nostra dell’epoca, tra cui Salvatore Riina, Michele Greco e Francesco Madonia. Le indagini hanno portato a ritenere che due giovani, all’epoca dei fatti di 22 e 28 anni, potessero essere coinvolti direttamente nell’omicidio.

Nuove indagini in corso

La Procura di Palermo ha avviato nuovi accertamenti per identificare l’assassino e il suo complice. Il 13 maggio scorso, il Gabinetto regionale di Polizia scientifica per la Sicilia occidentale ha richiesto di effettuare esami tecnici su un campione di supporto adesivo utilizzato dalla Polizia scientifica nel 1980 per prelevare un frammento dattiloscopico dalla Fiat 127 coinvolta nell’omicidio.

Indagini su nuovi sospettati

Nei mesi scorsi, la Procura di Palermo ha iscritto nel registro degli indagati due boss mafiosi, Antonino Madonia e Giuseppe Lucchese. Gli inquirenti ritengono che entrambi, all’epoca dei fatti rispettivamente di 28 e 22 anni, possano essere stati coinvolti nell’omicidio di Piersanti Mattarella, portando avanti le indagini per fare luce su questo tragico episodio della storia siculiana.

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