Tassone: “L’evento in Venezuela non è stato inaspettato”

Veronica Robinson

Gennaio 6, 2026

Non è stata una sorpresa l’azione intrapresa dagli Stati Uniti contro il governo venezuelano. Il presidente americano, nel corso del tempo, ha più volte espresso le sue intenzioni riguardo alla situazione politica in Venezuela, rivelando un chiaro interesse per il controllo delle risorse energetiche del paese sudamericano, attualmente sotto la guida di Nicolás Maduro. Gli Stati Uniti non hanno mai nascosto la loro ambizione di mantenere una forte influenza nella regione, specialmente in un contesto in cui la Cina sta cercando di espandere la sua sfera di influenza in America Latina.

Interesse statunitense e interventismo

L’interesse statunitense non è un fenomeno recente, ma affonda le radici in una lunga tradizione di interventismo. Già da tempo, Washington ha cercato di esercitare un ruolo predominante nei confronti dei paesi del continente, non limitandosi solo al Venezuela ma estendendo il suo sguardo anche verso nazioni come Colombia, Messico e Cuba. Questa strategia è stata messa in evidenza anche dal tentativo di Trump di acquisire la Groenlandia, un gesto che sottolinea l’approccio aggressivo degli Stati Uniti nei confronti della geopolitica globale.

Dottrina Monroe e ambizioni geopolitiche

La dottrina Monroe, risalente al 1823, è un principio che ha guidato la politica estera americana, opponendosi alle ingerenze europee nelle questioni americane. Oggi, la visione di Trump sembra riproporre questa dottrina, evidenziando una crescente distanza nei confronti dell’Europa. In questo contesto, si può notare un parallelo tra le ambizioni di Trump e quelle di Putin, entrambi impegnati a ricostruire antiche sfere di influenza.

Ruolo della Cina e interessi americani

La Cina, a sua volta, sta emergendo come un attore chiave in questo scenario, mirando a consolidare la propria posizione in America Latina. Gli Stati Uniti, attraverso la CIA, hanno storicamente operato cambiamenti di governo con metodi discutibili, sostenendo regimi autoritari e dittatoriali. Maduro, che si sostiene su pratiche illecite come il traffico di droga, è visto come un ostacolo per gli interessi americani, simile ad altri leader che hanno subito il medesimo destino.

Legittimità della cattura di Maduro

Il sequestro di Maduro rappresenta una grave violazione del diritto internazionale. Organismi internazionali esistono per perseguire i responsabili di crimini contro l’umanità, come dimostrato dai processi contro i leader dei paesi dell’ex Jugoslavia. La presidente del Consiglio italiano ha descritto l’operazione di Trump come legittima, una posizione che solleva interrogativi sul rispetto delle norme internazionali.

Posizioni europee e relazioni diplomatiche

La questione centrale riguarda la legittimità della cattura di Maduro, il quale non è riconosciuto come presidente a causa di presunti brogli elettorali. Tuttavia, l’Italia, che ha mantenuto relazioni diplomatiche con il governo venezuelano, si trova in una posizione complessa. La forza delle alleanze e dei legami personali può influenzare le decisioni politiche, ma la situazione attuale solleva interrogativi sulla coerenza delle posizioni europee. La presidente dell’Unione Europea ha rilasciato dichiarazioni che sembrano mancare di sostanza, suggerendo la necessità di una rifondazione delle politiche europee. La chiave potrebbe risiedere nel buon senso, nella dignità e nel rispetto delle regole internazionali.

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