Il presidente della Corea del Sud, Lee Jae-myung, ha recentemente richiesto alla Cina di svolgere un ruolo cruciale nella mediazione delle questioni relative alla penisola coreana, con particolare attenzione al delicato tema del programma nucleare della Corea del Nord. Durante un incontro con i giornalisti a Shanghai, avvenuto in occasione della sua visita di Stato di quattro giorni in Cina, Lee ha condiviso dettagli riguardanti il suo incontro bilaterale con il presidente cinese Xi Jinping.
Il colloquio tra Lee e Xi
Nel corso dell’incontro, riportato dall’agenzia Yonhap, Xi Jinping ha evidenziato l’importanza di affrontare la situazione di Pyongyang con “pazienza”. Lee ha espressamente sollecitato Pechino a fungere da intermediario tra le parti coinvolte. “Desidero che la Cina assuma il ruolo di mediatore nelle questioni legate alla penisola coreana, compreso il programma nucleare della Corea del Nord”, ha dichiarato il presidente sudcoreano. Lee ha descritto una realtà caratterizzata da un dialogo completamente interrotto tra le due Coree, evidenziando la presenza di “zero fiducia” e un aumento dell’ostilità reciproca. Ha quindi sottolineato la necessità di un approccio differente, affermando che le azioni militari offensive intraprese in passato hanno contribuito a creare un clima di nervosismo a Pyongyang. “Per avviare un dialogo, è fondamentale comprendere la posizione dell’altra parte”, ha aggiunto.
La proposta di compromesso della Corea del Sud
Durante il colloquio, Lee ha presentato una proposta di compromesso che prevede un congelamento del programma nucleare nordcoreano in cambio di una forma di compensazione. L’idea è di mantenere la situazione attuale, evitando ulteriori produzioni di armi, trasferimenti di materiali nucleari all’estero e sviluppi di nuovi missili intercontinentali. Secondo Lee, questo rappresenterebbe già un vantaggio significativo. Ha inoltre ribadito l’obiettivo a lungo termine di una penisola coreana priva di armi nucleari. Xi ha assicurato che la Cina è pronta a “impegnarsi nel ruolo di mediatore”, condividendo gran parte delle valutazioni espresse da Seul.
Il contesto della visita e le relazioni bilaterali
La visita di Lee si inserisce in un contesto di tensioni geopolitiche e test missilistici da parte della Corea del Nord. Accanto alle questioni di sicurezza, il viaggio ha previsto anche un forte capitolo economico e industriale, con forum bilaterali dedicati a temi come intelligenza artificiale, energie rinnovabili, catene di approvvigionamento e turismo, e la firma di oltre dieci memorandum di cooperazione. Per la Corea del Sud, l’obiettivo è duplice: rafforzare il dialogo con Pechino, considerata un partner chiave e attore decisivo nella questione nordcoreana, e mantenere saldo il legame strategico con gli Stati Uniti, in un equilibrio che Lee definisce “pragmatico”.
La diplomazia del selfie e le tensioni regionali
Durante una cena di Stato a Pechino, il presidente Lee e sua moglie, Kim Hea-kyung, hanno scattato un selfie con Xi Jinping e la consorte Peng Liyuan utilizzando uno smartphone Xiaomi, regalo che Xi aveva fatto a Lee nel loro primo incontro a Gyeongju lo scorso novembre. Questo gesto ha rappresentato un simbolo di cordialità personale, nonostante il contesto geopolitico complesso. La visita di Lee è avvenuta in un momento già teso, aggravato dal lancio di diversi presunti missili balistici da parte della Corea del Nord nella mattinata di domenica, poche ore prima della partenza del presidente sudcoreano per Pechino. Questo test, definito da Pyongyang come un esercizio con missili “ipersonici” e osservato da Kim Jong-un, è stato presentato come un’azione volta a verificare la capacità di deterrenza delle forze missilistiche. Secondo la KCNA, i missili sono stati lanciati dal distretto di Ryokpho, a Pyongyang, colpendo obiettivi a circa mille chilometri nel Mar del Giappone.
Nei colloqui, Xi Jinping ha richiamato l’attenzione sul quadro internazionale “sempre più complesso e turbolento”, sottolineando che Cina e Corea del Sud hanno responsabilità condivise nella salvaguardia della stabilità regionale e devono “prendere le giuste decisioni strategiche” in un periodo di profonda trasformazione geopolitica.
